19 maggio 2018

<< Matrimonio da Favola >>

Matrimonio da favola a Londra. Vedere un matrimonio è sempre bello, soprattutto un matrimonio reale! Il principe Harry decisamente bello e elegante di divisa militare, anche se come ha detto mia madre sembrava che portava un cappotto era più bella con la giacca un pochino più corta, ma stava benissimo, e soprattutto molto emozionato. 
Meghan Markle ha incantato tutti al suo arrivo alla St. George Chapel del castello di Windsor e lo ha fatto all'insegna della semplicità. Kensington Palace ha reso noto con un tweet lo stilista del vestito da sposa di Meghan Markle. Si tratta della designer britannica Clare Waight Keller, diventata Direttrice Artistica della maison Givenchy, lo scorso anno. L'abito è è stato realizzato in seta e per mantenere l'essenzialità delle linee. Lo scollo a barca e le maniche a tre quarti. Il colore, un bianco puro, il lunghissimo velo da sposa, di ben di 5 metri (una cosetta da niente!). Abito semplice, raffinato, Meghan Markle era una bellissima principessa (direi una bellissima cenerentola!) e la favola del principe Harry e Meghan è solo all'inizio. Nessun dettaglio sexy o decoro lucente, solo tanta semplicità. Troppo basico!

L'abito è una creazione esclusiva realizzata appositamente per l'occasione e il marchio che l'ha creato non potrà riprodurlo, ne tanto meno metterlo sul mercato (forse non lo stesso abito che ha indossato lei, ma in giro ci sono abiti molto simili a questo, quindi le ragazze che preferiscono la semplicità e vogliono trovare un abito simile a questo c'è la possibilità di trovarlo!). A pagare l'abito della sposa è stata la Regina Elisabetta. A tenere fermo il velo sulla testa della sposa una lussuosa tiara ricoperta di diamanti. Non si tratta di una tiara qualsiasi: è un gioiello appartenuto alla Regina Maria, la nonna della regina Elisabetta ed è stata quest'ultima a prestare il prezioso per le nozze alla sposa. Oltre alla tiara Meghan ha indossato preziosi orecchini e bracciali firmati Cartier, mentre ha scelto di mantenere il collo nudo (certo collo nudo, dopo aver indossato una tiara della Regina Maria così ricca mi sembra normale non caricare tanto). 
Un look così semplice ed elegante non poteva che essere completato che con un paio di scarpe sobrie ed essenziali. Anche qui sono assenti pizzi merletti, strass o pietre. Meghan Markle sotto l'abito da sposa ha indossato semplici décolleté a punta di Givenchy con tacco medio. 


I fiori del suo bouquet erano stupendi, per non parlare dei fiori fuori la cappella! Veramente una composizione bellissima che formava un arco! Direi spettacolare! A realizzare il bouquet della sposa è stata la flower designer Philippa Craddock che ha seguito le indicazioni di Meghan la quale ha voluto rendere omaggio a Lady Diana scegliendo per il bouquet i fiori preferiti della Principessa triste ovvero i non ti scorda di me. Il principe Harry ha poi consegnato alla fiorista alcuni fiori raccolti nel giardino privato di Kensington Palace per poterli aggiungere al bouquet della sposa. 

Sei a molti avrà incantato il vestito della sposa (ovviamente è questione di gusti!), a me come abito non ha detto nulla, non dico che a lei non stava bene, anzi a lei l'abito stava bene, ma lo trovo decisamente troppo semplice, nessun dettaglio particolare, nessun decoro lucente.....io preferisco abiti con qualche decoro lucente, anche se il tessuto dell'abito mi è piaciuto molto. 
L'abito era adatto a lei, semplice, ma non di certo wow, forse la sua è stata una scelta intelligente per non sbagliare, per far emergere la sua personalità, e il suo sorriso. Non è il classico abito da sposa, forse anche perché lei non è la classica sposa, anche perché lei si è già sposata. Non so se l'ho notato solo io, ma è una cosa che ho notato, le maniche sembrava che facevano difetto nel giromanica, e poi mi sembra che l'abito fosse pesante. Colpa del tessuto?

Dell'abito non mi fa impazzire, le maniche a tre quarti, (potevano essere in pizzo e riprendere lo stesso pizzo del velo), e non mi piace neanche la scollatura a barchetta, preferisco  la scollatura a cuore. 
Quello che mi è piaciuta è la sua entrata spettacolare, bellissima con paggetti e le bambine.

Bellissima l'acconciatura. Il look del viso? Trucco bello nulla di particolare neanche qui, poteva usare un'altro rossetto che metteva in risalto il viso, anche perché non gli guardi il viso, ma vedi solamente la tiara. 

17 maggio 2018

Margaret Mitchell - Via Col Vento


Margaret Mitchell
Via Col Vento
Pagine: 1061

Trama
Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti. Il più famoso romanzo popolare americano narra così le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi.

Come si fa a non leggere un libro del genere? Io avevo in libreria questo libro, da un bel tempo di tempo, l’edizione che ho infatti è bella vecchia 1061 pagine divise in tre libri. Il libro infatti è di mia madre, lei è innamorata di questo libro, non so quante volte ha letto questo libro. Alla base di Via col vento, scritto nel 1936 dalla scrittrice americana Margaret Mitchell, giornalista trentacinquenne che nel corso della sua carriera pubblicò quell'unico romanzo, aggiudicandosi il premio Pulitzer e il National Book Award. Opera-fiume lunga oltre mille pagine, Via col vento si rivelò immediatamente un bestseller di proporzioni gigantesche, attirando l'interesse dei produttori hollywoodiani ancora prima della sua uscita nelle librerie, grazie al frenetico passaparola partito dalla casa editrice. Il libro mi è piaciuto, mi ha appassionato. L’edizione che ha una scrittura piccina e per fortuna come libro mi è piaciuto, perché altrimenti, non avrei finito il libro tanto facilmente. E’ una lettura che si legge con facilità, è un bel mattoncino, ma per come è scritto, la lettura scivola e vi ritrovate fino alla fine senza che vi rendete conto. Mi piace la scrittura soprattutto se pensiamo che è un libro scritto non proprio recentemente.  E’ un libro che consiglio di leggere.
Ci sono alcuni personaggi che mi sono piaciuti e altri meno. Rossella O’Hara non è da meno, ogni tanto mi piace come personaggio, e alcuni casi, per niente.
Rossella O'Hara è la protagonista del romanzo. Viene descritta come una donna affascinante con i capelli scuri e gli occhi verdi, dapprima giocosi e maliziosi, in seguito freddi e alteri. All'inizio del romanzo Rossella è rappresentata come una ragazza ricca, viziata e capricciosa, invaghita del pacato Ashley Wilkes, ma dotata di una forza di volontà senza pari. Il personaggio di Rossella, o si ama, o si odia. Io sono una via di mezzo. E’ il personaggio fuori dal coro. Il personaggio di Rossella è una donna che sa quello che vuole coraggiosa e scaltra, che fa di tutto per la sua terra Tara (che pensavo che veniva messa un pochino di più nel libro) e per se stessa e (questo mi è piaciuto), vuole essere sempre la prima e mai la seconda, che per avere quello che vuole, anche calpestando gli altri, e se devo dire con sincerità alla fine è pure sfortunata! In molti casi il personaggio non mi è piaciuto anche per il suo pensiero sugli schiavi e il suo comportamento. Nel libro fa vedere un periodo gli schiavi neri non contavano nulla, e pure la protagonista Rossella ha questo pensiero di amore e odio verso gli schiavi, per quelli che conosce e che hanno lavorato sulla sua terra gli vuole bene come Mammy, e li tratta un pochino meglio, mentre per quelli che non conosce, prova quasi disprezzo.
Rhett Butler è uno scaltro e affascinante avventuriero, irriverente e con una pessima reputazione. Durante la guerra Rhett diventa famoso per il suo lavoro come forzatore del blocco, nonostante continui a ribadire che per lui il Sud e la Confederazione non valgono nulla. Io lo considero un anti-eroe, arrivista e senza scrupoli.
Ashley Wilkes è un amico d'infanzia di Rossella, che si innamora in seguito di lui. Anche Ashley è attratto da Rossella, ma preferisce sposare la propria cugina, la sensibile e affettuosa Melania Hamilton.
Melania Hamilton è la cugina di Ashley, successivamente sua moglie. Gentile, umile ed altruista, Melania abita ad Atlanta e si affeziona subito a Rossella, non accorgendosi mai dell'odio bruciante che quest'ultima prova per lei. (Anche se per me ha dei prosciutti sugli occhi per non vedere che Rossella è innamorata del marito).
Elena O'Hara è la madre di Rossella. Viene descritta come una donna alta, bella e dagli occhi neri, molto dolce e altruista.
Geraldo O'Hara è l'impetuoso padre irlandese di Rossella, che è la sua figlia prediletta.
Mammy è la bambinaia di Rossella. Definita come una donna molto grassa e severa, vuole molto bene a Rossella, che considera la sua piccina, ma che castiga in continuazione per il suo comportamento scorretto. E’ uno dei personaggi che mi è piaciuto di più.

Mi ha colpito l'affermazione della protagonista nel finale? No, per niente! E’ un personaggio, che non si crogiola nel pianto, neanche dopo l'abbandono del marito, e dice "Ma si, domani è un altro giorno" e rialza la testa. Non mi ha colpito perché, a Rossella succedono molte cose, mi sarebbe sembrato strano se non fosse stato così visto tutte le cose brutte che gli succedono. Cosa che dovremmo fare anche noi quando le brutture e le asperità della vita pesano massicciamente sulle nostre spalle?
Un libro che considero un bellissimo libro, con una bellissima storia, che consiglio di leggere, ma non è diventato il mio libro preferito!

02 maggio 2018

Sephora ---- Gommage detergente esfoliante


Sephora
Gommage detergente esfoliante
Green Tea
160 ml
Prezzo 8.90 €

Descrizione
Un gommage quotidiano per il corpo, che deterge perfettamente la pelle ed elimina con delicatezza le cellule morte.

Come agisce: Questo gommage per il corpo, dalla texture corposa e dai microgranuli esfolianti, deterge ed elimina le cellule morte, lasciando la pelle liscia, morbida e delicatamente profumata. Declinato in tutte le profumazioni della linea Bagno di Sephora, per il massimo piacere!

I plus:
- Una texture incredibilmente cremosa, per un'esperienza unica sotto la doccia.
- Un'azione esfoliante delicata, adatta a un uso quotidiano.
- Un delizioso vasetto di forma conica facile da tenere in mano.

Consigli di utilizzo: Questo gommage detergente può essere usato tutti i giorni.

Io preso questo bagnodoccia/scrub, dopo aver avuto un’esperienza traumatica con lo scrub di equilibra, passando da sephora ho preso questo la scorsa estate, adesso non sono sicura, se c’è di questa profumazione in negozio, ma il prodotto di per se in altre profumazioni lo vendono ancora. Dalle recensioni è un prodotto che alcuni lo amano alcune lo odiano. Il prodotto è un vasetto da 160 ml, utile per doccia, non lo uso tutti i giorni, lo scrub sulla mia pelle fa il suo effetto e lascia la pelle delicata e morbida. Il profumo all’inizio mi era piaciuto, ma a lungo andare stanca, la cosa che non mi piace per niente e la sua consistenza, avevo letto gommage, ma pensavo che era una crema morbida…invece mi sono ritrovata una cosa viscida, che scappa da tutte le parti……
Non lo consiglio!

Maschera Idratante --- Pupa


Maschera per il viso ----- Pupa
Maschera idratante
Maschera in tessuto
Prezzo: 5.50 €

Descrizione
Una maschera in tessuto imbevuta di un trattamento intensivo che agisce in pochi minuti per un risultato immediato. Disseta la pelle aumentando la riserva di idratazione per un viso fresco e morbido. La formula non contiene profumo per essere ancora più delicata sull’epidermide. Ideale dopo una giornata impegnativa per cancellare i segni di stanchezza.
Il sottile tessuto aderisce come una seconda pelle e permette al trattamento di agire per un’azione intensiva e un risultato immediato. L’Estratto di Riso e l’Acido Ialuronico aiutano a mantenere il corretto livello di idratazione e prevengono l’inaridimento.
Aprire e stendere la maschera. Applicare sul viso deterso facendo aderire perfettamente il tessuto. Lasciare in posa per 15/20 minuti e rilassarsi. Rimuovere la maschera e massaggiare delicatamente per far assorbire il prodotto in eccesso.

Avevo preso questa maschera in tessuto al negozio limoni….ho detto proviamo, avevo già provato maschere di questo tipo in tessuto e mi sono trovata bene, ho pensato sarà su per giù la stessa cosa….. è stato così ho aperto la confezione, la maschera imbevuta al punto giusto, 15-20 minuti di posa ….io quando indosso la maschera faccio anche altro non sto ferma 15-20 minuti……ma con questa maschera si deve stare distesi e non fare nulla per 15 minuti, perché la maschera non rimane attaccata al viso, ma si stacca e scivola dal viso anche se si sta fermi stando in piedi, la maschera scivola dal viso dopo 5 minuti e tu devi stare li a rimettere al maschera l’ho tolta dopo 10 minuti! Io ho provato altre maschere in tessuto, ma non mi hanno mai dato l’effetto di scivolare dal viso così…. Il suo effetto idratante lo fa, e rende la pelle morbida e idratante… ma indossarla non è un piacere!

Non consiglio questa maschera, anche se l'effetto lo dà, e anche se mi piace l'effetto non ricomprerò questa maschera. 

01 maggio 2018

Hanni Munzer - Musica per un amore proibito - Libro Promosso

Hanni Munzer
Musica per un amore proibito
Edizione: Giunti
Pag: 450
Prezzo: 6.50

Trama
Fino a che punto si può spingere una madre per salvare i suoi figli? E fino a che punto si può spingere una figlia per vendicare suo padre? Amore, ossessione, coraggio e tradimento nell'Europa devastata dal nazismo. Mentre la giovane e inquieta Felicity è pronta a lasciare Seattle e l'adorabile fidanzato Richard per realizzare il sogno di fare il medico a Kabul, una serie di eventi drammatici sconvolge la sua famiglia: la madre di Felicity scompare nel nulla a pochi giorni dalla morte dell'anziana nonna Deborah. Felicity si metterà sulle sue tracce, riuscendo finalmente a raggiungerla a Roma. In quel luogo la madre sta cercando di ricomporre la tumultuosa storia della sua famiglia, dopo aver scoperto che Deborah ha sempre mentito sul suo passato: un vecchio ritaglio di giornale la ritrae in prima fila durante il processo di un criminale nazista. Chi è quell'uomo? E quale legame aveva con Deborah? La risposta potrebbe nascondersi nel misterioso diario in ebraico rinvenuto tra le sue cose. Inizia un trascinante viaggio che porterà Felicity nella Germania dell'ascesa hitleriana, sulle orme della bisnonna Elisabeth, celebre cantante d'opera sposata con un medico ebreo, e della nonna Deborah, pianista di talento, la cui indole ardente e impulsiva segnerà il suo destino in modo imprevedibile.

Ho comprato questo libro senza un consiglio di nessuno, mi sono avvicinata per il prezzo, era nella parte offerta. Ho letto la trama e devo dire mi aspettavo un romanzo un po’ diverso. All’inizio inizia con Felicity che deve partire per Kabul e fare il medico, inizia in un modo molto leggero, quasi da romanzo rosa….andando avanti non è così. 
Il romanzo è la storia di una famiglia al tempo del regime nazista e la seconda guerra mondiale. La prima volta mi avvicino a questa scrittrice e il suo stile mi piace, mi ha attirato nella lettura che mi è risultata piacevole, ho letto il libro in pochi giorni, prendevo il libro per leggerlo in ogni momento che avevo dei minuti liberi. All’interno narra delle storie d'amore delle donne anzi eroine, perché sono donne coraggiose, che fanno di tutto per la loro vita, per la loro famiglia e per il loro paese.
Parliamo del titolo: "Musica di un amore proibito", il titolo dice tutto, Elisabeth innamorata del marito ebreo che nel periodo del nazismo e nella seconda guerra mondiale per una donna non ebrea sposare un ebreo era proibito, Deborah che allaccia una storia con un tedesco, proibito anche quello, una passione decisamente fuori del comune. I personaggi mi hanno saputo coinvolgere, e mi hanno attirata fino al finale. La scrittrice ha saputo descrivere tutti gli stati d’animo dei personaggi. 
Hanni Munzer ci regala una storia ricca di colpi di scena. Le violenze della guerra sono viste attraverso gli occhi di Deborah, personaggio dal fascino ricco di contraddizioni, e della sua sfortunata famiglia.

Musica per un amore proibito è un romanzo che ci spinge a riflettere sulla cattiveria umana e su come la guerra abbia sia il potere di privare alcuni uomini di scrupoli e sentimento sia la capacità di instillare in altri coraggio e tenacia nel difendere i propri ideali e le persone amate, come ci dimostrano le donne protagoniste di questo romanzo che, reagendo con coraggio alle violenze alle quali sono costrette a sottostare, non abbandonano la forza di lottare ed andare avanti. 

Eva Weaver - Il Piccolo burattinaio Di Varsavia ( Libro Promosso )


Eva Weaver

<< Il Piccolo burattinaio Di Varsavia >>

Edito da Mondadori
Prezzo: 9.00
Pag: 274

Trama

 Mika è un bambino prigioniero nel ghetto. Il cappotto è il suo segreto, che nasconde un esercito di burattini. Il principe è il burattino che dà vita agli spettacoli per gli ebrei del ghetto fino a quando non vengono scoperti dai nazisti. Il soldato è l'ufficiale tedesco che riceverà in dono il piccolo burattino, traghettandolo fino ad oggi. Eva Weaver riesce nella più difficile delle imprese, raccontare nel contempo il cuore fragile della tragedia, la perdita dell'innocenza di un bambino e la sua inesauribile capacità di sognare di nuovo. Ricordandoci che, se ragazzini come Mika, con la loro infinita immaginazione, non fossero esistiti, i nazisti avrebbero addormentato i cuori, soffocato lo spirito, e alla fine avrebbero vinto.

“ Ora la mia strada volge al termine…
Dovrò giacere là dove tutte le strade hanno inizio:
nel triste straccivendolo del cuore”

Questo romanzo ha suscitato in me sensazioni strane. Non è il primo libro che leggo che tratta questo tema, e questo mi è piaciuto moltissimo.
Questa è la storia di Mika, ormai anziano, che decide di raccontare al nipote ciò che non ha mai raccontato a nessuno. Dopo aver trovato in una vecchia valigia l’enorme cappotto del nonno, pieno di tasche e cuciture segrete, Mika svela la sua vita di ragazzino ebreo nel ghetto di Varsavia e come riuscì a sopravvivere grazie ai burattini che il nonno gli lasciò prima di venire ucciso dai nazisti, ma è anche la storia di Max, un soldato tedesco, sconfitto e a sua volta deportato in Siberia dove vivrà sulla propria pelle le atrocità un tempo da lui commesse su quella degli ebrei. Una storia che parla di eroi che non hanno rinunciato alla loro umanità. Le vite di Mika e Max si incroceranno legandosi a doppio filo e travalicando il tempo.
Ogni persona che legge si pone molte domande, “Cosa avrei fatto se sarei stato li? Mi sarei unito alla Gioventù Hitleriana o avrei rischiato la vita per unirmi alla resistenza anti-nazista? E tutte quelle persone, i civili, sarà vero che non sapessero cosa capitava agli ebrei? Non erano forse anche loro complici, aderenti alla propaganda? Come potevano non accorgersi che i loro vicini ebrei erano stati portati via magari durante la notte, che le loro case erano vuote? Ma anche se sapevano cosa potevano fare da soli contro i tedeschi?  
Il doppio punto di vista del libro, mi è piaciuto molto, la prima parte quella di Mika, bambino ebreo e quello di Max, soldato tedesco, danno parecchie riflessioni da fare.Vediamo le due facce della medaglia. Perché così è la vita e, a seconda di dove ti trovi a nascere, puoi vivere le situazioni in maniere molto diverse, indipendentemente dal tuo personale sentire, a parer mio. Non sempre le scelte sono volontarie, spesso si è trascinati dall'ambiente...
Il libro insegna che il Male può toglierti tutto, ma non potrà mai portarti via, i sogni, l’intimo calore del cuore.

Agatha Christie: Il natale di Poirot ( Libro Promosso )


Agatha Christie
<< Il natale di Poirot >>
Mondadori
Prezzo: 11.50
Pag: 206

Il vecchio Simeon Lee, inglese, arricchitosi in gioventù, decide di trascorrere il Natale in compagnia dei suoi figli presso la sontuosa residenza che condivide assieme al figlio Alfred e alla nuora Lydia. Ben presto alla porta di casa bussano George, il figlio dedito alla carriera politica, assieme alla moglie Maude; David, il sognatore per eccellenza, assieme alla consorte Hilda; Harry, il figlio scapestrato; Pilar, la nipotina figlia della defunta Jennifer e, a sorpresa, un tale Stephen Farr, figlio di un ex socio di Simeon. La sera della Vigilia, dopo cena, un rumore di mobili rovesciati seguito da un forte grido attira l’attenzione dei presenti che si precipitano dinanzi alla porta della camera del capostipite, chiusa dall’interno. Dopo aver abbattuto la porta, una terribile scena si rivela ai loro occhi: il povero Simeon giace sul pavimento, sgozzato. Il tenente Sudgeon, assieme al colonnello Johnson e a Poirot, avrà il compito di risolvere l’intricato caso.

Io da un po’ di tempo leggo i gialli della Christie e rare volte mi hanno delusa. Questa volta non mi ha delusa. Questo giallo l’ho letto in pochi giorni, mi ha tenuta incollata dalla prima all’ultima pagina. Ottimo romanzo giallo, come per la maggior parte dell'autrice. La scrittura fluida, mai noiosa, descrittiva al posto giusto. Grandi colpi di scena soprattutto il modo in cui è stata uccisa la vittima. Questo romanzo è un perfetto esempio di schema classico nel giallo inglese. Riunione di famiglia in cui emergono rancori sopiti, uccisione di un membro della famiglia, indagine del Sig. Poirot che mette a fuoco i moventi di tutti con chiacchiere apparentemente vacue e infine risoluzione finale davanti a tutti.
La scelta di ambientare un efferato delitto in un tranquillo maniero della campagna inglese nel periodo di con il crimine crea una bella tensione. La trama è un puzzle, e alla fine del libro, al momento della spiegazione, improvvisamente tutto acquista un senso. E come sempre la Christie esorcizza la paura dimostrando che il mistero può essere svelato: il criminale sarà assicurato alla giustizia e l’ordine sarà restaurato. In questo romanzo il colpevole non prova alcun rimorso per il crimine commesso. Quindi la Christie non smette di stupirci uscendo dagli schemi che lei stessa ha costruito con la sua moralità vittoriana.

Hong Ying - La Donna Vestita di Rugiada ( Libro Promosso )


Hong Ying
<< La donna vestita di Rugiada >>
Edizione: Garzanti
Pag: 324
Prezzo: € 18.60

Trama
Shanghai, 1941. I giornalisti si affollano ai piedi della grande scalinata di marmo del Park Hotel, l'albergo più lussuoso della città. Una donna vestita di un lungo abito di seta così cangiante e impalpabile da sembrare fatto di gocce d'acqua, scende lentamente i gradini, illuminata dai flash dei fotografi. Yu Jin, la grande attrice e cantante, è tornata in patria dopo una lunga assenza e il suo rientro sulle scene di Shanghai è l'evento più atteso del momento. Ma Yu Jin non è solo la stella più splendida del firmamento teatrale d'Oriente. Nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto che risale a molti anni fa, quando Yu Jin era solo una bambina rimasta tragicamente orfana. Il suo padre adottivo, Fred Hubert, un libraio franco americano, l'ha allevata con un preciso scopo: lavorare, come lui, per i servizi segreti americani. Grazie ai suoi insegnamenti Yu Jin è diventata una spia pericolosa e letale. Adesso che ha terminato l'addestramento a Hong Kong è arrivato il suo momento, la missione più importante: scoprire i piani di attacco giapponesi. Il destino del conflitto mondiale è nelle sue mani, e per portarlo a termine deve usare tutta l'astuzia e le armi di seduzione di cui è capace. Ma il compito si rivela più difficile del previsto, perché il cuore di Yu Jin batte ancora per la sua patria, la Cina, e lei è disposta a tutto, anche a sacrificare sé stessa pur di salvarla.

Ho scoperto questa scrittrice per caso, avevo trovato un altro libro, della stessa autrice e quando finito di leggere l’altro libro, ho pensato voglio trovare gli altri libri da lei scritti, e ho trovato questo. Da un po’ di tempo resto affascinata da tutto quello che viene dall’Asia. Questo romanzo ha un po’ di tutto. I personaggi sono veramente ben descritti. La scrittura è decisamente piacevole, ben scritto. Si entra in sintonia con loro, e alcuni di loro non li sopporti proprio. Mentre si legge il romanzo, ti sembra di stare nel romanzo e essere invisibile e segui tutta la storia, restando dietro le quinte. Sei letteralmente immerso nella lettura. E’ un libro, poco adatto a chi ama poco la storia, ma perfetto per chi ama le delicate storie di stampo orientale, unite alla passione per gli eventi storici perfettamente intrecciati nel romanzo e vicende che poco hanno da invidiare a racconti di spionaggio di stampo moderno.

Libri di Jojo Moyes ( Libri Promossi )



Jojo Moyes
<< Prima di te >>
Prezzo: € 13,00
Pag: 390
Edizione: Mondadori

Trama
A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.

<< Dopo di Te >>
Prezzo: 14,50
Pag: 378
Edizione: Mondadori

Trama
Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi ami? Come puoi ricostruire la tua vita? Tutti perdiamo qualcuno, ma c'è sempre un "dopo" e questo è il messaggio molto forte e positivo che Jojo Moyes dà alle sue lettrici, un sequel non scontato e pieno di colpi di scena. "Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante... C'è fame in te, Clark. C'è audacia. L'hai soltanto sepolta, come fa la gran parte della gente. Vivi bene. Semplicemente, vivi!" – Will

Faccio la recensione di due libri della stessa autrice il primo e il secondo perché le cose che ho da dire sono le stesse. Appena entri in libreria non puoi non venir catturato dalla pubblicità di questo libri e da come te lo descrivono. Ti lasci convincere che sia un libro sensazionale. Oltre al fatto che sono stata catturata nel leggerli anche per il fatto che è uscito il film del primo libro……il trailer del film non mi attira, ma ho pensato proviamo a leggere il libro, poi magari vedo il film.
La storia racconta di Louise, che per uno strano scherzo del destino perde il suo lavoro stabile al Buttered Bar e si ritrova a dover cercare un impiego. E’ una ragazza tenace e caparbia, non si spaventa delle difficoltà della vita. Lei non si arrende, cerca il modo di rimboccarsi le maniche e, dopo vari tentativi lavorativi falliti e dopo aver abbandonato le sue riserve, decide di provare a ricoprire l’impiego di assistente domiciliare. Qui conosce Will, un giovane e attraente trentenne tetraplegico.
Inizialmente non è semplice perché Will ha perso totalmente la voglia di vivere e crede che il senso del suo esistere si sia perso con l’uso delle gambe, causato da un incidente avvenuto due anni prima. Lou scopre che la sua missione non è semplicemente farlo sorridere, ma consiste nel salvargli la vita. Speravo in un finale migliore! Mentre leggevo speravo in un finale diverso.

In “Dopo di te” ritroverete inoltre la penna unica di un’autrice che sa catturare il lettore, uno stile che già conoscete e che tornerà, nonostante un iniziale senso di smarrimento determinato dalle numerose novità, ad accarezzarvi l’anima. In questo romanzo si vede una Louisa fragile, beh chi non sarebbe fragile dopo aver perso la persona che ama? La protagonista è una che deve affrontare le sue paure, il suo dolore, e far tesoro delle ultime parole scritte da Will " Vivi bene. Semplicemente, vivi". Più introspettivo rispetto al primo volume, il personaggio di Clarke diventa più completo, a 360°. Will è sempre presente e il lettore lo avverte in ogni pagina, come si accorge di come man mano Clarke tenta di aprirsi ad una nuova realtà, senza cancellare il suo passato, ma semplicemente accettandolo.

La scrittura della scrittrice mi è piaciuto molto, entrambi i libri sono stati piacevoli, da leggere, li ho letti in fretta, i personaggi mi sono piaciuti molto. La storia ben delineata. Questo non è un genere di libri che leggo spesso, ma quando trovo dei libri scritti così, mi piace leggerli, mi fanno passare delle ore in relax.  L’autrice ha la dote innata di non farti smettere di leggere fino alla fine e per me il tempo e le pagine sono volati. Che dire, piacevole! Il secondo libro però l’ho trovato anche più simpatico e divertente. Jojo Moyes ha scritto questi romanzi con una leggerezza piena di sentimento, che tratta un tema difficile e doloroso con grande sensibilità e senza alcuna retorica.

Agatha Christie: Sfida a Poirot ( Libro Promosso )


Agatha Christie
<< Sfida a Poirot >>
Pag: 248
Prezzo: € 9.00
Edizione: Oscar Mondadori


Trama
Colin Lamb, biologo nonché agente del controspionaggio inglese, sta cercando qualcuno al numero 61 di Wilbraham Crescent (Crowdean, Sussex), quando si imbatte in una ragazza che fugge atterrita dal numero 19, dove ha scoperto il cadavere di un uomo. Nessuno conosce quell'uomo e nessuno sa come sia capitato da quelle parti per farsi ammazzare. Ma il mistero dello sconosciuto non è l'unico a creare dei problemi ai poliziotti di Crowdean; ci sono anche quegli orologi che indicano un'ora precisa, diversa da quella reale: e per giunta ce li ha portati qualcuno, perché non appartengono alla padrona di casa, una signora cieca tanto indipendente e intraprendente da suscitare non pochi sospetti... Se per la polizia locale il delitto è a questo punto indecifrabile, per Hercule Poirot, chiamato in causa da Colin Lamb, è in realtà ''molto semplice'', e ancora una volta egli scioglie l'enigma.


Inizio questa mia recensione nel dire che questo è uno dei libri della Christie che leggo, che mi ha soddisfatta di meno. Parliamo prima di tutto il titolo, “Sfida a Poirot“,  hanno messo il titolo, senza accorgersi che il famoso investigatore belga fa la sua comparsa, quasi alla fine del libro, lasciando a Colin Lamb o all’ispettore Hardcastle il dominio della scena. Se metti un titolo sfida a Poirot, fai pensare che l’investigatore ci sia fin dall’inizio ( io per lo meno ci sono rimasta male nel leggere che Poirot c'era solo in alcuni momenti del libro e a ogni pagina del libro pensavo ma quando fa la sua comparsa Poirot, anche perché vedendo il film il personaggio di Poirot c'è fin dall'inizio ) e invece no, anche se alla fine, anche con questo piccolo errore la scrittura tipica della scrittrice rende il tutto piacevole. Una lettura piacevole. 
La Christie in quest’opera come generalmente le accade è riuscita a creare la giusta suspense fin dalle prime pagine.

03 gennaio 2018

Libro Bocciato --- Jodi Picolut "La custode di mia sorella"

Jodi Picolut
La custode di mia sorella
Pagine 425

Trama
Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche che la rendono idonea a essere donatore di midollo per la sorella, ruolo che non ha mai messo discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Perché si dà per scontato che lei sia disponibile? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia.

Ho trovato questo libro nei meandri della libreria, è un libro che non pensavo neanche di avere, volevo leggerlo sapendo che è stato tratto un film da questo libro (e so che nel film hanno cambiato il finale e da una parte forse mi piace di più il finale del film che del libro), questo è uno di quei casi in cui mi è piaciuto di più il film tratta dal libro e non il contrario. Del libro mi sono piaciute alcune cose la storia e il fatto che è scorrevole, ma per il resto no. Quando la malattia varca la soglia di quel luogo che da sempre ha costituito il tuo rifugio, la tua casa puoi dire addio ad ogni tua difesa. Questo è ciò che accade nella famiglia di Anna: sua sorella maggiore Kate ha una particolare forma di leucemia, una patologia che oltre ad essere estremamente rara è anche enormemente aggressiva. E qui inizia il dramma. Il problema che l’autrice ci pone è quello della emancipazione medica di Anna che, a soli tredici anni, non ce la fa più, non se la sente più di essere donatrice per sua sorella. Il problema che l’autrice pone nel libro non è facile, ma per quello che penso io mi schiero dalla sua parte. Anna inizia a salvare sua sorella, ma anche la sua migliore amica fin dalla sua nascita fino a che all’età di 13 anni, fino a quando non gli viene chiesto un rene! Per dar voce alla sua pretesa, Anna non ha altra scelta che rivolgersi ad un legale e portare la sua causa in Tribunale affinché un giudice terzo ed imparziale udite le sue parole ed il suo vissuto possa decidere quello che è il meglio per tutti loro. Arrivati ad un certo punto non si tratta più solo e soltanto del diritto della giovane di disporre del suo corpo, ma si toccano temi di eticità e moralità indiscussa quale il diritto alla vita, vivere in modo dignitoso, lasciare andare anche quando non vorremmo. 

Che dire, stilisticamente il componimento è fluente (e per fortuna altrimenti sarebbe stato un mattone, anche perché la versione che ho trovato è stampato con una scrittura piccina!), ma la cosa che mi ha dato fastidio e che è scritto in prima persona,(ad alcuni può piacere, ma a me non piace) e in ogni capitolo vede l’alternarsi della voce narrante, (da Anna, dal padre, dalla madre, e del fratello, l’avvocato e del tutore nominato dal tribunale che dovrà aiutare Anna) e se non viene scritto a inizio capitolo il nome della persona /voce narrante non si capisce un tubo! Non mi fanno impazzire i libri scritti in questo modo.
Chi leggerà si ritroverà diviso su quale fazione stare, fino all'ultimo. Non trovo sbagliata la decisione di Anna, che si ritrova confusa, e scopriamo che dentro di lei esiste un vero e proprio conflitto, su quello che deve fare per salvare sua sorella e sulla libertà di decidere cosa fare del suo corpo, ma questo comporterebbe anche la morte di sua sorella. Trovo sbagliata la decisione dei genitori che pensano più a una figlia che all’altra, non si curano di Anna danno semplicemente per scontato che lei farà quello che è giusto per Kate, cioè salvare sua sorella e fregarsene del suo corpo, e nel libro si capisce benissimo durante la storia, che Anna è stata concepita dai genitori solamente per salvare l’altra figlia! I genitori non gli chiedono come si sente, quello che prova, la trattano semplicemente come una bambina in una bolla, che deve rimanere perfetta per sua sorella Kate, ma loro non si curano neanche dell'altro figlio maggiore, Jesse che fa di tutto per attirare l’attenzione, ma invano, e non gli dai tutte le colpe. I genitori mi sono stati antipatici fin da subito, per loro esiste una sola figlia, Kate. La madre pensa solamente a Kate, il padre si mette dalla parte della figlia Anna, perché inizia a capire quello che prova la figlia, a voler vivere una vita sua, senza essere una bambola che vive in una bolla, vuole vivere la semplice vita come tutte le ragazzine della sua età, ma il padre purtroppo è succube della moglie, appena parla la moglie, lui non conta più nulla. I personaggi forse secondari, sono Julia, il tutore nominato dal tribunale, e Campbell l’avvocato chiamato da Anna per farsi rappresentare in tribunale, per difendere i suoi diritti di emancipazione medica. Tra i due esiste un affetto da sempre. Judge, il fedele pastore tedesco del legale, tutti e tre contribuiscono a stemperare un po’ il clima che si crea nel romanzo. L'avvocato l'ho adorato, non so mi è subito piaciuto, così come Julia e per non parlare del cane, più di una volta mi ha fatto scappare un sorriso. Il finale, è come una batosta...fin troppo improvviso. E' stato davvero un colpo di scena, detto sinceramente non mi è piaciuto per niente. 

Ha 428…decisamente troppo, poteva essere con qualche pagina di meno!  
Mi aspettavo di meglio.
Non è un libro che consiglio! 

P.s. Io ho visto il film tratto dal libro......rare volte, trovo film tratti dai libri che mi piacciono di più, con il film tratto da questo libro mi è successo. Il film mi è piaciuto di più. Nel film hanno cambiato il finale però.

Libro Promosso --- Kyung Sook Shin "Prenditi cura di lei"

Kyung Sook Shin
Prenditi cura di lei
€ 6,90
Pagine 217
Edizione Neri Pozza

Trama
Una coppia di anziani si precipita verso il treno appena arrivato. L’uomo, la borsa della donna in mano, riesce a malapena a salire in carrozza. Non appena si volta, però, scopre con sgomento che i suoi occhi non vedono più la camicetta celeste, la giacca bianca e la gonna beige a pieghe della moglie. Della donna non vi è più traccia. Sparita, letteralmente inghiottita dalla folla. Così Park So-nyo, 69 anni, minuta, capelli argentati con permanente, scompare, senza denaro e senza documenti, nella sterminata marea umana della metropolitana di Seul.

Questo libro mi è piaciuto molto. Lo stile di scrivere, e ha un sapore amaro dei rimpianti.  E’ un libro che ti fa conoscere una famiglia che ricorda la madre e la moglia, ti fa conoscere la propria storia. L’ho letto in una settimana, e volevo vedere se alla fine questa signora sarebbe stata trovata. Ti fa pensare subito ormai è tardi, e ti fa pensare che diamo per scontato tante cose, anche i sentimenti. I figli e il marito solo dopo che la madre e la moglie è scomparsa ripercorrono tanti avvenimenti, e solo dopo si accorgono quello che stava pensando, i suoi sentimenti, quello che non hanno visto, di quanto hanno "preso" da questa donna senza dare nulla in cambio. La forza dell'abitudine ci rende ciechi, sordi, profondamente egoisti...quando però quest'abitudine viene improvvisamente a mancare, ecco che tutto quello che non abbiamo voluto vedere né sentire, si impone con una violenza tale da lasciarci storditi. Tutto dovuto, tutto scontato, tutto liquidato come "normale".


Libro Promosso --- Paul Doherty "Il ladro di Anime"


Paul Doherty
Il ladro di Anime
€ 4,90
Pagine 366
Edizione Piemme

Trama
1565 anno del Signore. Un potente stregone viaggia per tutta l’Inghilterra lasciandosi alle spalle una lunga scia di cadaveri a cui viene strappato il cuore: la gente lo chiama “Il ladro di anime” ma il suo vero nome è Henry Frogmore. Il ladro di anime ha venduto l’anima al diavolo in cambio di poteri, ma questi poteri per poter essere abbastanza forti prevedono il sacrificio di persone, alle quali viene letteralmente strappato il cuore; grazie a questi sacrifici l’anima delle vittime diventa proprietà del ladro, che quindi può assumere le sembianze delle sue vittime. I sovrani di mezzo mondo desiderano avere i servigi di questo oscuro personaggio tranne la regina d’Inghilterra, Elisabetta, che affida il compito di catturarlo ad una abilissima spia, William Cowper. Ma Elisabetta non è la sola che vuole la cattura di Frogmore, infatti anche i nemici giurati della corona, Il Vaticano, hanno mandato qualcuno alla ricerca dello stregone, e quel qualcuno è il gesuita Michael St. Clair, aiutato dalla sua spada e da una vergine con il dono della veggenza.

Avevo in libreria questo volume da un po’, scoperto mettendo in ordine la libreria. L’aveva comprato mio padre per leggerlo in spiaggia, e il suo prezzo decisamente conveniente 4,90 €. Il libro viene identificato come un giallo storico, ma qui di storico non ci vedo molto, solo per il fatto che è ambientato in Inghilterra nel 1565 e all’interno troviamo personaggi come la regina Elisabetta I, il vaticano, Solimano, e lo zar Ivan il terribile, e tutti questi personaggi ci sono giusto a poche righe in qualche capitolo, quindi non hanno neanche una parte principale nel romanzo. Io definirei il romanzo come un libro horror, fantasy, perché all’interno compare la magia, sia con la protagonista che ha il dono della veggenza, e con l'assassino che è un tipo decisamente fuori dagli schemi (infatti nella trama sulla copertina c'è scritto che il Vaticano manda qualcuno per poter catturare lo stregone) e il modo in cui uccide le sue vittime, e per questo ci entra anche la parte horror e per finire per fare un bel minestrone, ci sono perfino gli zombie (eh si non sto scherzando!) a sto punto cosa manca? Mancano solo vampiri e lupi mannari! (che nel libro non ci sono). Insomma non vi aspettate un thriller storico! Io avrei scritto che è un thriller fantasy e non di certo un thriller storico! Al lettore appassionato di thriller non è consigliato, perché se volete un romanzo dove si deve scoprire chi uccide le vittime e per la persona incaricata di questo all'interno di questo vi accompagna nei suoi ragionamenti per trovarlo non è il libro che fa per voi, perché nel libro sai chi è l'assassino, nel libro i personaggi non devono fare altro che fare una caccia all'uomo!  
I personaggi sono ben descritti, mi piace il modo di scrivere, mi è risultato scorrevole, mi sono gustata il libro fino alla fine, mi dava la voglia di continuare per vedere che sorte toccava a ogni personaggio. L’unica pecca per me è per la protagonista Rebecca, che non fa nulla di particolare e alla fine i guai li fa passare agli altri, lei non fa altro che seguire un gesuita Micheal St Clair e altri personaggi fanno tutto il resto. Almeno non è la solita bella del romanzo, anzi qui la protagonista ha il labbro leporino. Io detto sinceramente a questa ragazza gli avrei fatto fare qualcosa di più! 
Consigliato da leggere sotto il periodo di halloween!

Libro Promosso -- Isabel Allende "L’amante Giapponese"

Isabel Allende
L’amante Giapponese
€ 9,50
Edizione Feltrinelli

Trama
Alma Belasco, affascinante pluriottantenne, colta e facoltosa, decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Lark house, una residenza per anziani nei pressi di San Francisco. In questa struttura stringe amicizia con Irina, giovane infermiera moldava, di cui presto si innamorerà il nipote Seth Belasco. Ed è ai due giovani che Alma inizierà a raccontare la sua vita, in particolare la sua grande storia d'amore clandestina, quella con il giapponese Ichi, figlio del giardiniere dell'aristocratica dimora in cui ha vissuto, nonché compagno di giochi sin dalla più tenera infanzia. Sullo sfondo di un paese attraversato dalla seconda guerra mondiale, con le taglienti immagini di una storia minore - quella dei giapponesi deportati nei campi di concentramento -, si snoda un amore fatto di tempi sbagliati, orgoglio malcelato e ferite da curare, ma al tempo stesso indistruttibile,

Io ho sempre amato questa scrittrice e fino ad ora non mi ha mai deluso. Non mi ha deluso nemmeno con questo libro. Mi sono immersa nella lettura, di questa storia leggendo pagina dopo pagina, senza stancarmi. Amo il suo modo di scrivere. Nelle pagine di questo romanzo si ritrova forse una scrittice diversa rispetto a quella de “La casa degli spiriti”, con un modo di scrivere più denso. Ancora una volta Isabelle Allende racconta la vita di una donna con passione, malinconia, la voglia di vivere e riscatto, e lo fa con due donne, Irina e Alma, la badante dell’est e la ricca pittrice annoiata, diverse per personalità ed estrazione sociale, per attitudini e per interessi, che si trovano a convivere e inspiegabilmente.  Con questo libro è un  viaggio immaginario tra Polonia e Giappone. Ci porta all’essenza di queste due anime così diverse, ma così simili per il fardello di dolore che portano con sé da rendere inevitabile lo scoppio di una passione impetuosa e travolgente; Alma e Ichimei si amano fin da bambini, e coltivano il loro sentimento nel tempo, fino a ritrovarsi, ciascuno con la propria vita, ricca e agiata quella di lei, faticosa e dedita al duro lavoro quella di lui..
Eppure non è tutto oro ciò che luccica, e la donna, in congedo col mondo e in ritiro volontario nella casa di riposo, sceglie finalmente di liberarsi delle convenzioni borghesi che hanno da sempre condizionato la sua vita, sceglie di aprirsi alla giovane badante, che nasconde anche lei un passato torbido, dal quale fugge. Irina scopre la storia di Alma, segnato dalla perdita della sua famiglia in un campo di concentramento e dal trasferimento in un paese sconosciuto, dai ricchi zii d’America scampati all’Olocausto. È la storia di una donna che si è aggrappata con tutte le sue forze alla vita borghese e convenzionale che le è stata proposta, come alla sola ancora di salvezza in mezzo alla confusione e alle macerie, e che alla fine ha scelto, anche a costo di rinunciare al suo io, alla sua essenza, anche con l’amore tra la giovane Alma, figlia della ricca imprenditoria terriera di San Francisco, e l’amante giapponese il giardiniere Ichimei, il loro è un amore impossibile, un amore che va avanti fin da quando sono piccoli. Un’amore che non reggerebbe lo scarto con la realtà implacabile che vede Alma e Ichimei appartenenti a due universi così lontani ed irraggiungibili: lei ricca moglie di un avvocato, troppo legata agli agi e alle comodità della sua vita borghese, e lui umile giardiniere giapponese.
“L’amante giapponese” non è che questo: un tributo all’amore di ieri e di oggi, immortalato in parole nella storia di Alma e Ichimei e prolungato idealmente da quello, ancora acerbo, di Irina e Seth.

Make up --- BB Cream Kiko

BB Cream Kiko
Daily Protction
Spf 30 con 30 ml
02 porcelain
€ 9,95


Descrizione
Crema colorata multi funzione: protegge, perfeziona e idrata la pelle. Formula arricchita con estratto di Crambe Maritima con proprietà energizzanti e protettive.
Una volta applicata, la texture fresca e confortevole diventa come una seconda pelle, regalando una coprenza modulabile da leggera a media e un finish levigato e naturale. Contiene fattore di protezione SPF 30 per proteggere la pelle dai raggi UVB.
Dermatologicamente testato.
Non comedogenico.

Disponibile in 7 colori per tutti gli incarnati, da quelli chiari a quelli più scuri. Io ho comprato il colore n 02 porcellana. Il risultato Finish naturale, copre le imperfezioni e discromie. Uniforma l’incarnato. Sul sito consigliano di stendere la bb cream con le mani. Io avevo comprato la bb per l’estate per indossare qualcosa di leggero al posto del fondotinta, così è facile da usare leggero da portare dietro, senza l’uso di pennelli. Solo che la crema per non è stata facile da stendere con le mani, non mi ha fatto impazzire l’effetto a stenderla con le mani, ma per stenderla meglio ho preso un pennello o una spugnetta. Quindi alla fine in vacanza non volevo portare pennelli e spugnette, alla fine ho portato pennelli e spugnette. Per il resto non ho nulla da dire non mi ha dato fastidio, ha buona coprenza per una bb cream. 

Libro Promosso - Primo Levi "Se questo è un uomo"

Primo Levi
Se questo è un uomo
€ 12,90
Pagine 219
Edizione Einaudi

Trama
Primo Levi reduce da Auschwitz pubblicò il libro nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei saggi e da allora viene ristampato e tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura e compostezza già classiche. E' un'analisi fondamentale della composizione e della storia dei Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

Volevo leggere questo libro da un po’ di tempo. Una di quelle letture "difficili" che vanno fatte, assolutamente.
Ci sono vari motivi per cui uno dovrebbe leggere questo libro. Non dimenticare una strage umana, per non ripeterla, per stare in guardia. Per convincere se stessi che simili atrocità impossibili da immaginare sono esiste sul serio, invece di pensare che non ci sono state soltanto perché non vengono vissute in prima persona, che uomini come noi hanno sofferto pene impensabili che non sono state mai viste nemmeno nei nostri peggiori incubi. Per apprezzare la vita, per capire quale grande dono è viverla e come possa esserci strappata facilmente dalle mani; come migliaia di uomini, donne, bambini che avrebbero voluto viverla l'hanno vista scivolare via nel sangue, nel dolore, nella disperazione, senza possibilità di appello. "Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case"…

Primo Levi ci offre la sua testimonianza, paradossalmente distaccata, di quella che era la realtà dei Lager. È un'analisi quasi fredda. Primo Levi, che ha messo da parte la rabbia infinita dell'uomo che quelle atrocità le ha vissute e ha scritto un resoconto obiettivo. Una cosa mai vista prima.
Ho letto diversi libri riguardo l'olocausto, ho visto documentari e ho ascoltato diversi racconti ma lo scrittore ha un suo modo scrivere e narrare le storie e i personaggi che pochi scrittori sanno fare. Leggendo questo libro ci fa scoprire il viaggio verso la crudeltà umana, della cattiveria allo stato puro, dei pregiudizi infondati. Esseri umani ridotti ad essere fantasmi di sé stessi, a lavorare per tentare di sopravvive, donne non più tali e uomini non più virili. Un libro scritto per il bisogno di comunicare agli altri ciò che davvero sono stati i campi di sterminio.

Consiglio vivamente la lettura di questo scritto di Levi.